Presentazione di Orfeo Coatto

“Orfeo coatto” è una trasposizione del mito di Orfeo ambientato nelle periferie romane.
L′ mp3dramma si apre con una breve introduzione del coro ­ guidato da un corifeo ­ in cui gli interpreti chiedono al compositore C. Mingus di aiutarli a raccontare ancora una volta la storia di Orfeo.

Orfeo è un giovane che alterna la passione per la musica che occasionalmente lo porta a fare il dj, ad una ben più remunerativa attività di spaccio di stupefacenti.

Aristeo, invidioso dell′appuntamento che quella sera Orfeo ha con Euridice per andare in discoteca, organizza un piano per farlo ritardare: manda Orfeo da 'r Zeus a prendere la droga e quando arriva in discoteca insinua in Euridice il dubbio che Orfeo stia con un′altra ragazza, la fa ubriacare, la convince a provare una “lamina di delirium” (una nuova droga che imperversa in città) e la porta a casa con lui; lungo il tragitto incontrano Calliope (la madre di Orfeo) che informa successivamente il figlio di avere visto i due.

Orfeo va da loro e, dopo una colluttazione con Aristeo, trova Euridice in evidente stato di alterazione; lui le riversa in faccia tutta la sua delusione e se ne va.
Lei lo segue, ma viene arrestata ed avviata al programma di recupero coatto dei tossicodipendenti ADE (Accettazione Dell′Equilibrio) diretto dal dott. Manlio Caronte.

Orfeo grazie alla sua musica convince Caronte a farle vedere la sua amata, ma per causa di una fatale imprudenza la perderà per sempre.

Gli interpreti, che per la stragrande maggioranza non sono attori professionisti, si esprimono attraverso le tecniche di Musicasignificata® in una forma drammatica che imita quella della tragedia greca (con il coro che ha la funzione di voce narrante), con le voci dei protagonisti che si intersecano con i loro pensieri dando vita ad una sorta di “rap polifonico”, ricco di citazioni che vanno da da Mozart ai Simpson, da Gluck ad Alberto Fortis, da Orson Welles a Stefano Ricucci e molte altre ancora.

La scelta di Orfeo non è casuale giacché, è stato un soggetto ampiamente utilizzato dai compositori di tutte le epoche.
Il primo melodramma di cui si ha traccia è “Orfeo” di Monteverdi e Striggio (1608) e la prima opera in cui Gluck applica i canoni della sua riforma è “Orfeo ed Euridice”. Non si può non citare a questo proposito il film “Orfeo negro” di M. Camus in cui la storia viene ambientata negli anni '60 durante il carnevale di Rio e “Orfeo9” di Tito Schipa jr che è la prima opera “pop” italiana.

Citazioni presenti in Orfeo Coatto
Autore Fonte
Lorenzo Da Ponte “Don Giovanni”
Claudio Gregori “Telenauta ′69”
Alberto Fortis “A Voi Romani”
Marcello Rosa
Fabrizio de André “Un Giudice”
Anonimo ascoltatore di Radio Rock
Bigazzi, Masini, Mansani “Perché lo fai”
Stefano Ricucci
Marco Castoldi “Canzoni dell′appartamento”
John Swartzwelder “La Cometa di Bart”
Ilary Blasi
Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli “Dizionario della Lingua Italiana”
Stefano Bari
Stefano Catucci “Guida all′ascolto della Iª Sinfonia di Mahler”
John Landis, Dan Aykroyd “Blues Brothers”
Gloria Caccia
Doriana Leondeff, Silvio Soldini “Pane e Tulipani”
David Sacks “Marge e la paura di volare”